NEW YORK — 24 settembre 2026: Gli Stati Uniti e l'Iran hanno aperto un nuovo canale diplomatico volto ad affrontare il conflitto in corso e la questione dello Stretto di Hormuz, con colloqui mediati che si sono svolti a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York.
I colloqui rappresentano un importante sviluppo diplomatico, poiché il conflitto continua a influenzare la sicurezza in tutto il Medio Oriente e a interrompere le rotte commerciali marittime. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, i rappresentanti statunitensi e iraniani hanno avuto lunghe discussioni tramite mediatori, concentrandosi in parte sulle condizioni necessarie per giungere alla fine delle ostilità e ripristinare la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.
L'inviato speciale statunitense Steve Witkoff ha affermato che i mediatori si sono alternati tra le delegazioni americana e iraniana durante i colloqui. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha descritto separatamente le discussioni come produttive, sebbene le versioni differiscano sulla reale entità del contatto diretto tra le due parti.
Le autorità iraniane hanno posto la riapertura dello Stretto di Hormuz al centro del processo diplomatico. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, Teheran ha subordinato il ritorno alla normale navigazione a determinate richieste, tra cui un allentamento della pressione militare statunitense, modifiche al blocco navale e lo sblocco dei beni iraniani congelati.
Lo Stretto di Hormuz è una delle rotte marittime strategicamente più importanti al mondo, che collega il Golfo Persico con il Golfo di Oman e il più ampio Mar Arabico. Qualsiasi interruzione prolungata del traffico attraverso questo stretto può avere conseguenze che vanno oltre i paesi direttamente coinvolti nel conflitto, poiché la rotta è strettamente connessa alle reti globali di energia e trasporto marittimo commerciale.
Gli ultimi colloqui si sono svolti mentre i leader mondiali si riunivano a New York per l'81ª sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L'incontro annuale ha offerto ai governi coinvolti nel conflitto l'opportunità di comunicare direttamente o tramite intermediari, presentando al contempo le proprie posizioni alla comunità internazionale.
L'attività diplomatica ha coinvolto non solo Washington e Teheran. Il Qatar ha collaborato con altri paesi per ridurre le tensioni e mantenere la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Il primo ministro e il ministro degli esteri del Qatar hanno incontrato a New York il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi per discutere degli sviluppi regionali e degli sforzi volti a creare le condizioni per il dialogo.


